Il Circo Massimo è gremito. Il brusio cresce, monta entusiasta, si accumula ed esplode gioioso all’apparizione di Walter Veltroni sul piccolo palco circondato dalla folla sterminata. Sventolando il braccio destro saluta il mare di bandiere festanti e attacca il tanto atteso discorso, il discorso della riscossa: “SIAMO QUI CONTRO IL REGIME E PER LA LIBERTA’. VOGLIAMO MANDARE A CASA QUESTO GOVERNO CHE DISTRUGGE LA FIDUCIA DEI CITTADINI NELLO STATO, SPRECA LE RISORSE E RIDUCE LA LIBERTA’ DI CIASCUNO DI NOI. UN GOVERNO CHE E’ CONTRO L’ECONOMIA, CONTRO IL RISPARMIO, CONTRO LE PROFESSIONI, CONTRO LA SCUOLA, LA RICERCA E L’UNIVERSITA’. UN GOVERNO CHE ISTIGA ALL’ODIO E NON PROMUOVE LA CONCORDIA SOCIALE. SIAMO QUI A PROTESTARE CONTRO LA PEGGIOR LEGGE FINANZIARIA DELLA STORIA REPUBBLICANA. MA NOI TORNEREMO PRESTOA GOVERNARE ANCHE PER CHI HA VOTATO PER LORO. ORA TORNATE NELLE VOSTRE CASE, NELLE VOSTRE CITTA’ E SIATE MISSIONARI DELLA LIBERTA’! VIVA L’ITALIA, VIVA LA LIBERTA’!”. Silenzio. Le bandiere si sono fermate e sguardi perplessi, espressioni sgomente occhieggiano interrogative tra la folla….. “è o no un sogno stranissimo Giulia??”. La risposta della mia compagna di viaggio arriva rapida e tagliente accompagnata da un deciso schiaffo in fronte: “Hai vissuto a pane e TG4 di recente?? Quello era Berlusconi nella manifestazione del dicembre 2006 contro Prodi! Comunque, dormiglione, siamo quasi arrivati”. “E dire”, replico massaggiandomi la fronte e stropicciandomi gli occhi impaciugati di sonno, “che sembrava stesse parlando proprio dell’attuale governo”. Fuori dal finestrino il panorama è decisamente cittadino e vedo avvicinarsi la banchina ferroviaria sormontata dal cartello “ROMA OSTIENSE”: Il viaggio sul treno riservato ai Giovani Democratici di Bologna e iniziato alle 6 si conclude intorno a mezzogiorno. Piazzale Partigiani, punto di partenza del corteo che si riunirà con l’altro proveniente da piazza Esedra nell’arena del Circo Massimo, si fa trovare già mezzo pieno. Mentre gli ambulanti promuovono “er fischietto origginale antigovèrno”(compraterfischietto!! FIII!! FUORIGGIOCO BERLUSCONI!!), noi, zaino e bandiere in spalla, attendiamo la partenza del corteo approfittandone per firmare per il referendum contro il lodo Alfano. E alle 2 il corteo parte. E ci si sente Popolo, uniti sotto i colori di un partito nuovo che vuole affrontare la sfida dell’incredibile metratura del Circo Massimo, sicuro di vincerla e di starci pure stretto in quel monumento ai fasti dell’antica Roma, uniti da un’idea di Italia che crediamo veramente migliore di chi la governa a parole ma non a fatti, un’Italia della quale vogliamo essere partecipi, non orecchie per i proclami di chi ci vorrebbe dormienti ma menti critiche e mani per forgiare un paese moderno senza dimenticare le proprie radici basate sulla Costituzione repubblicana; l’idea di un Italia antifascista che si possa riconoscere senza tentennamenti nella lotta partigiana, che non liquidi l’argomento come una noiosa e sorpassata perdita di tempo; l’idea di un Italia democratica che ora come non mai reclama serietà e responsabilità a chi la governa; l’idea di un’Italia generosa e rivolta al futuro. E il colpo d’occhio quando si arriva in vista del Circo Massimo è incredibile. Entusiasmante ritrovarsi in una selva di migliaia di bandiere sventolanti. Dal palco parlano persone come noi che senza il dono della retorica espongono i problemi che affrontano tutti i giorni e che il governo si sta dimostrando totalmente inadeguato ad affrontare: piccoli imprenditori che si vedono vicini alla chiusura; rappresentanti delle Forze dell’Ordine che non hanno i soldi per l’inchiostro delle stampanti o per la benzina delle volanti; studenti che guardano con incertezza al futuro e precari che non arrivano alla fine del mese; immigrati che chiedono partecipazione in un paese che hanno imparato ad amare e a sentire loro. Fino a quando…Il brusio cresce, monta entusiasta, si accumula ed esplode gioioso all’apparizione di Walter Veltroni sul piccolo palco circondato dalla folla sterminata. Il suo discorso è solo un riassunto dei valori nei quali ci riconosciamo e che vengono accolti da ovazioni e rinnovato vigore nello sventolio del vessillo democratico. Il leader è importante ma, dietro di lui, siamo NOI quelli che contano, ognuno di noi nel piccolo della propria realtà; noi che ai “15 minuti di celebrità” che Warhol profetizzava, che sembrano essersi realizzati nella “cultura” del Grande Fratello, di Uomini e Donne e dell’Isola dei Famosi e che vogliono far passare come la strada semplice e in discesa per diventare qualcuno, preferiamo l’impegno e la partecipazione costante alla vita e al futuro della nostra Italia.
Alberto Solmi
Discorso di Veltroni. Guarda il video
